Ecco l’intervista pubblicata ieri sul sito TvSquad. Alex parla di Three Rivers, di Mick St.John e della sua passione per i vampiri. L’articolo tradotto dopo il salto.
Alex O’Loughlin di Moonlight parla di partecipazioni televisive, pilot TV e vampiri messi al tappeto.
Moonlight è storia ma Alex è ancora richiesto. L’attore, che si è guadagnato un’enorme stuolo di fan interpretando il vampiro-bravo ragazzo Mick St.John, ritornerà in tv questa settimana. Mercoledì O’Loughlin comparirà come guest star, da serial killer combattuto, in Criminal Minds. Per i fan di O’Loughlin, la partecipazione straordinaria è solo uno stuzzicamento. Quel che vogliono vedere veramente è il loro attore australiano preferito essere protagonista in una nuova serie settimanale. Potrebbero veder realizzato il loro desiderio se la CBS scegliesse Three Rivers, un pilot drammatico con O’Loughlin protagonista come chirurgo di trapianti d’organo. Ho avuto la possibilità di parlare con O’Loughlin questa settimana. Abbiamo chiacchierato sui suoi nuovi progetti, il suo amore per il genere vampiresco e come Mick St.John potrebbe decisamente prendere a calci il sedere di Kate Beckinsale.
Moonlight è stato cancellato, ma tu hai ottenuto un ruolo di rilievo in una partecipazione nella serie Criminal Minds e stai comparendo come protagonista in un nuovo pilot per la rete, Three Rivers. Come ti senti ad essere così richiesto da un network importante?
Mi sento bene, Mike. Mi sento bene. Voglio dire, da artista, passi forse buona parte della tua vita a non lavorare e a studiare, leggere e a provare davvero a superare te stesso. E la verità è che molti di noi non riescono davvero a guadagnarsi da vivere con questa professione. Quindi mi suscita una grande gioia essere richiesto. E’ una sensazione piacevole. Ho lavorato sodo per lungo tempo per essere in grado di scegliere cosa voglio fare… E’ una sensazione piacevole.
Interpreti un serial killer che sta eventualmente cercando di redimersi in Criminal Minds. Puoi fare un parallelo tra questo personaggio e il Mick St.John di Moonlight, o sono completamente differenti?
Sono completamente differenti, è questo che mi ha attratto della parte. Con Mick St.John, l’unica cosa che hanno in comune è che entrambi hanno il controllo di quello che stanno facendo, ma Mick aveva più controllo di questo tipo. Questo personaggio ha un caso devastante di disordine ossessivo-compulsivo, che ora domina ogni aspetto della sua vita. Ha dovuto smettere di lavorare per limitare la sua ansietà e controllarla lo impegna ogni giorno e ogni momento. E anche l’uccidere ne è parte.
Per lui è una forma di controllo e, si, sta cercando di redimersi.
Hai studiato gli effetti dei disordini ossessivi-compulsivi prima di aver accettato questo ruolo?
Sì, l’ho fatto veramente. Penso che molti di noi siano ne siano afflitti per diversi gradi, so di esserne afflitto anch’io, ma non ne sono devastato. Quando ero un bambino alle scuole elementari, ero praticamente un esempio lampante di bambino con OCD (n.d.T: sindrome da disordine ossessivo-compulsivo) e mi ricordo come mi faceva sentire e come era complicato. Ho anche fatto molte ricerche e ho studiato gli effetti dell’OCD sui bambini e su come si perpetui dall’infanzia all’età adulta se non curata.
Parliamo di Three Rivers, il pilot della CBS in cui stai comparendo come protagonista.
Il personaggio che interpreti è basato su un importante chirurgo realmente esistente, il Dr. Gonzalo Gonzales-Stawinski. Com’è stato conoscerlo e interpretare un personaggio basato su di lui?
Be’, non vado in delirio per molte persone, ma sono completamente in delirio per questo tizio. Gli voglio davvero molto bene. E’ diventato davvero un mio grande amico. E’ una rock star, è un eroe ed è davvero fico. Ho passato moltissime ore spalla a spalla con lui nella sala operatoria e non ho mai incontrato nessuno come lui prima. Sono stato davvero influenzato da lui. E’ davvero una grande fonte di ispirazione per molte persone. Dona vita alla gente ed è un meraviglioso, divertente ragazzo ed è molto piacevole stargli intorno.
Three Rivers può essere definito come uno "show sui dottori", ma sembra essere più di questo. Cosa c’è di unico in questo progetto?
Non è uno show sui dottori, è sui trapianti ed è intitolato Three Rivers perché è ambientato a Pittsburgh, dove il fiume Allegheny e il Monogahela si incontrano con il fiume Ohio. Ed è anche intitolato Three Rivers perché riguarda le tre prospettive di un trapianto: il destinatario, il donatore e la squadra di chirurghi. Questo è quello che lo rende unico.
Pensi che interesserà i fan di Moonlight?
Penso che interesserà molte persone. E’ un genere differente. Amo il genere vampiresco, però. L’ho sempre fatto. In realtà, vorrei consigliare un film, Let The Right One In… E’ diretto da Tomas Alfredson.
L’ho visto. E’ fantastico.
L’hai visto?
Già, mi è piaciuto.
Oh, è fot****mente eccezionale. Già, sono un grande fan dei vamiri ma (Three Rivers) è uno show diverso e lo amo. E’ molto astuto, è maturo, è intelligente, è divertente e sensibile, c’è tutto.
Sei stato coinvolto in alcune cause, come quella per la Croce Rossa Americana, che sembrano provenire dai ruoli che ricopri. Quali sono le tue speranze o risultati per Three Rivers, non solo a livello di intrattenimento, ma anche a livello sociale e di conoscenza? La mia speranza è di essere coinvolto nella Donate Life America o in una grande organizzazione no-profit di pari dimensioni che sensibilizzi al trapianto d’organi. Vorrei essere nella posizione in cui pssa essere possibile fare leva sugli aspetti filantropici di quello che facciamo con spot TV, PSA (n.d.T: Public Service Announcement) e campagne
Hai alcuni grandi film in uscita, incluso Whiteout con Kate Beckinsale, che era nella serie di film Underworld. Vi siete scambiati storie di vampiri sul set?
Un po’, sì. Era più tipo: "Chi era il vampiro migliore?", "Io ero il miglior vampiro! No, I ero il miglior vampiro! No, io sono un ragazzo, io ero meglio e più forte di te!" (ride) Abbiamo continuato per un po’ e penso che alla fine abbia detto: "Sei un idiota" e se n’è andata. Ma la conclusione è che Mick St.John avrebbe ucciso qualunque fosse il suo nome, non mi ricordo neanche come si chiamasse nel film! Mick St.John l’avrebbe uccisa!
Quindi sei chiaramente un grande fan del genere vampiresco. C’è qualche possibilità che ritornerai alla televisione sul genere o che farai un film sul genere presto?
Sicuro, perché non un film sul genere? Perché non facciamo un grande film? A me piacerebbe fare più lavoro sul genere. Non so quando, ma per me non è fuori questione.