Vi forniamo la traduzione della trascrizione integrale del panel del TCA Press Tour fornita dalla CBS e pubblicata da Jim Halterman.
N.d.T: Qualora voleste utilizzare dei brani della seguente traduzione, vi preghiamo di citarci come fonte, linkando il sito di Hawaii Five-0 Italia.
DAI TCA: il panel di HAWAII Five-0 con Alex O’Loughlin e Scott Caan
Il panel di Hawaii Five-0 si è tenuto oggi al Beverly Hilton Hotel come parte del TCA press tour estivo della CBS. Ciò che segue, è la trascrizione (fornita dalla CBS) del panel di oggi, con i protagonisti Alex O’Loughlin e Scott Caan e i produttori esecutivi Alex Kurtzman e Peter Lenkov come partecipanti.DOMANDA: Alex e Scott, quando si ottengono ruoli che sono così entrati nell’immaginario, da dove cominciate? Perché ovviamente questo è un nuovo inizio radicale per le storie dei personaggi. Siete andati a riguardarvi il vecchio show? Avete solo iniziato dal copione che vi è stato dato facendo tabula rasa
SCOTT CAAN: Non ho riguardato il vecchio show di proposito. Volevo iniziare da zero e non volevo tenere alcune delle vecchie idee. Volevo tipo partire da zero. Quindi, no, non l’ho fatto. Penso che Alex ne abbia guardato un po’ di più. Te lo dirà lui.
ALEX O’LOUGHLIN: Be’, mi ricordo del vecchio show quando ero bambino e mi ricordo quando smisero di mandarlo in onda 40 anni fa. Sai, iniziò oltre 50 anni fa e ci sono stati molti cambiamenti in televisione, nel modo in cui stilisticamente recitiamo, con la tecnologia e con cosa riusciamo a fare con gli effetti speciali e scene d’azione, con i soldi che abbiamo. Quindi non è un remake. Non stiamo ripartendo da dove si è conclusa la serie. E’ un nuovo inizio e i personaggi sono molto diversi. Nel vecchio show del personaggio di Steve McGarrett, interpretato da Jack Lord, non si sapeva molto, invece nel pilot del nostro nuovo show, avrete modo di conoscere il mio Steve McGarrett. E non ho guardato il vecchio show. Non l’ho guardato per quel motivo — per prendere delle decisioni. Ho solo fatto il lavoro sul mio personaggio basandomi sul copione che questi ragazzi hanno scritto.
DOMANDA: Alex, sei con la CBS da un paio di turni. Sarebbe giusto dire che ti senti più sicuro questa volta?
ALEX O’LOUGHLIN: Sì. Non voglio togliere nulla agli altri show che ho fatto. Ho lavorato con alcune persone incredibili, alcuni showrunner meravigliosi ed alcuni — be’, per “Moonlight”, non so se ho mai incontrato gli showrunner. Ce ne furono 17. Ma gli altri show sono stati grandiosi a loro modo. E’ che ci sono delle ragioni per cui le cose funzionino oppure no in televisione. Non so quale sia la risposta. Continuo solamente a sbagliare fino alla successiva e sperare. Ma questa ha — la squadra che c’è dietro, i due uomini qui che sono al timone di questo show, Peter e Alex, e il gruppo di sceneggiatori che abbiamo, sembra — tutti quanti sembrano molto capaci. C’è anche qualcos’altro, non saprei. Ho visto il pilot. Ho letto il pilot, ho girato il pilot ed ho visto che cosa ne hanno fatto. C’è qualcosa di speciale. Quindi se questo non dovesse andare, ne rimarrei totalmente perplesso. Non avrei più idea di come funzioni la televisione.
DOMANDA: Per Scott. Scott, forse vale solo per me, ma mi è sembrato che, più che in altre occasioni in cui ti ho visto, questo ruolo mi ricordi qualcosa che tuo padre potrebbe aver fatto. Eri consapevole del fatto che questo show potrebbe ricordare maggiormente alcuni dei suoi lavori? Ne eri consapevole?
SCOTT CAAN: Non credo. Voglio dire, penso che originariamente quando mi parlarono di fare questo show, non sapevo in particolare se avrei voluto essere coinvolto nel fare televisione. Ho letto [il copione] e immediatamente è stato tipo: “Sì, questo è qualcosa che voglio fare”. Penso di essere stato in grado di fare un lavoro migliore rispetto a quanto ho fatto cinematograficamente negli ultimi dieci anni. Penso che sia solamente– avrete modo di vedere un po’ più la mia personalità e un po’ di più di cosa posso offrire. Ed immagino che arriverà da, sai, da qualcuno da cui discendo. Quindi, immagino sia solo una coincidenza.
DOMANDA: Nello show originale, Danno, praticamente la spalla, era come messo da parte. Era McGarrett a fare tutto. Qui sembra un po’ più un compagno. Era quella l’idea? O siete stati a vedere cosa avrebbe fatto Scott nel pilot? Ce ne potete parlare un po’?
ALEX O’LOUGHLIN: A chi è diretta la domanda, mi scusi?
QUESTION: Ai produttori.
ALEX KURTZMAN: A te.
PETER LENKOV:Be’, penso, secondo me — quando mi sono immerso in questo progetto, ho parlato ad Alex di cosa rendesse così bello e memorabile lo show originale: erano i casi di settimana in settimana. Penso che quel che volevamo fare era entrare veramente in questi personaggi, ma ci sembrava che — ci sembrava che avremmo avuto bisogno di qualcuno da opporre a McGarrett. Ritengo che, quando abbiamo iniziato a pensare al personaggio di Danno, per certi versi, il personaggio di Danno sembrava poter essere un buon antagonista — otterrete delle buone azioni drammatiche dalle relazioni se avete qualcuno che è un pesce fuor d’acqua. Quindi originariamente l’idea era che questi due tizi fossero la prima linea e il fulcro dello show, con McGarrett chiaramente a guidare l’unità e Danno come suo braccio destro, ma rimanendo, in realtà, un pari livello in termini di esperienza e di valore aggiunto. Quindi, sì, l’idea iniziale era di costruirlo in questo modo.DOMANDA: Per gli showrunner, una domanda sulla produzione. Avete alcuni filmati davvero bellissimi delle Hawaii e di persone che fanno surf, vanno in kayak e via dicendo. Avete una seconda unità dedicata a girare cose simili o avete comprato filmati già fatti?
ALEX KURTZMAN: Sono tutti filmati originali. Le Hawaii sono il quinto personaggio dello show. Le Hawaii sono il quinto Beatles. E sapevamo che per far risaltare quel personaggio, non si trattava certo di trovare filmati da qualcosa che già esisteva, che penso sarebbe stata la scelta meno costosa. Si trattava di alzare — mantenere lo stesso livello qualitativo, accertandoci che avessimo trovato momenti che sarebbero stati molto caratteristici per l’identità delle Hawaii. E ciò che significava veramente, era solo andare in giro portandosi dietro una videocamera, trovando dei piccoli ed onesti momenti e aspettandoli. Quindi abbiamo avuto una seconda unità apposita per il pilot che andava in cerca proprio di quel tipo di cose.PETER LENKOV: E ancora per la serie, abbiamo davvero un cameraman dedicato che se ne va in giro con una Canon 5D a fare da seconda unità mentre noi giriamo con la prima unità. Quindi stiamo costruendo un archivio di filmati ogni volta che giriamo questo show di settimana in settimana.
DOMANDA: Per riagganciarmi a questo, nell’originale, il ‘Iolani Palace era davvero il quartier generale della produzione. E’ un posto che è un tesoro nazionale e non riesco ad immaginare che ci potrebbero essere la squadra di cameraman e l’attrezzatura lì dentro. Lo userete solo come collegamento all’originale?
PETER LENKOV: Sì, in realtà. Stiamo girando in un altro edificio istituzionale dall’altra parte della strada. Il ‘Iolani Palace è ora interdetto a qualsiasi ripresa. Non hanno più girato nulla dai tempi del “Five-0″ originale, penso. Ma ci hanno permesso di girare fuori i cancelli ed utilizzeremo un altro esterno, che è direttatamente dall’altra parte della strada, davanti alla statuda di Re Kamehameha.
DOMANDA: Perché l’ufficio di McGarrett era in quell’edificio.
PETER LENKOV: Sì. Era proprio in fondo al corridoio dopo l’ufficio del governatore, in effetti.
DOMANDA: “Lost” ha fatto molto per le Hawaii. La gente ci è andata. Anche l’originale “Hawaii Five-0″ ha portato molto turismo. La cooperazione che state ottenendo, dall’ufficio del turismo hawaiiano o dal film office, è tutta dedicata a portare gente alle Hawaii?
ALEX KURTZMAN: Ritengo che le Hawaii siano state estremamente aperte sul riportare lo show [sull'isola]. Penso che la serie originale sia una punto d’orgoglio per loro. E’ un fiore all’occhiello. Penso che sia stato qualcosa che abbiamo sentito di rispettare e dovevamo essere sicuri che l’eredità perdurasse nel giusto modo. Sai, sono sicuro che sono contenti che poterà turismo – più turismo alle Hawaii, ma la cosa bella è che penso che la gente voglia andare in vacanza alle Hawaii comunque. Quindi per me è una cosa interessante; ad esempio, stavamo montando lo show quando una dei montatori ha detto: “Dio, davvero” – aveva una faccia e le ho detto: “Come?” e lei ha detto: “Mi sembra come essere in vacanza quando guardo questo show”. Ed ho pensato: “E’ fantastico”. E’ esattamente ciò che vogliamo, perché speriamo che alla fine di una lunga giornata, tornerete a casa e vorrete guardare “Hawaii Five-0″ proprio per staccare.
DOMANDA: In tempi recenti, abbiamo visto la crescita di questo tipo di televisione che chiamiamo “televisione scacciapensieri” (n.d.T: letteralmente sarebbe ‘televisione da cielo azzurro’ o qualcosa di simile. Se c’è qualcuno che sa se in italiano, nel gergo tecnico televisivo, esista uno diretto corrispettivo di tale espressione, ce lo comunichi, così potremmo correggere questa traduzione a braccio), specialmente via cavo con “Burn Notice” a Miami. E lei ha parlato un po’ in merito al volere che le persone si sentano in vacanza quando guardano questo show, ma le storie raccontate e l’azione sembrano piuttosto crude e intense. Quindi vedremo più roba leggera in questo show, o state solo sperando che l’ambientazione comunichi qualcosa di simile?
Alex KURTZMAN: Assolutamente al 100%. Lo show è molto leggero. Molto ha a che vedere con lo scambio di battute tra Danno e McGarrett. Ma la chiave, secondo noi, è che le fondamenta debbano essere realistiche. Una delle prime domande, penso, che la gente si ponga sia: “Perché fare questo show?”. La risposta ci è stata fornita da Peter che, varcando la porta [dell'ufficio], ha detto: “Questo è uno show che ha un significato per me, perché riguarda il rapporto con mio padre. Mio padre ed io eravamo soliti sederci…” – Ad ogni modo, sto raccontando la tua storia, se per te va bene.
PETER LENKOV: Certamente.ALEX KURTZMAN: Ma, sai, ha detto: “Riguarda il rapporto con mio padre. Ci sedevamo ogni settimana a guardare questo show. E’ qualcosa che ci ha legato”. E penso che nel sentire la storia, quel che ci ha colpito è stato che lo spirito di “Five-0″ riguarda una famiglia. E per Peter arrivare con una rivisitazione che riguardava moltissimo la famiglia, è sembrato come: “Ok, è una ragione molto valida, onesta ed emotiva per essere coinvolti in questo show”. E’ finita, penso, nelle storie che abbiamo scritto per il pilot: un tizio che ha dovuto tipo scappare dalla sua famiglia per lungo tempo, che torna a casa dovendo poi riscoprirla. E’ sembrato come — potevi farla su “Five-0″ o su qualcos’altro. Ma era una bella storia. Era proprio una bella storia. Era sicuramente una storia da cui avrei voluto essere coinvolto. Quindi, il fatto che abbiamo potuto inserirla nel contesto di “Five-0″ è stato anche meglio. E poi è diventato il voler tributare un omaggio a tutto ciò che era alla base di “Five-0″.
DOMANDA: Come rapido seguito, le Hawaii sono conosciute anche per la loro diversità etnica, ma il panel non è particolarmente diversificato. Allora vedremo attori di colore scelti per ruoli importanti nello show?
ALEX KURTZMAN: Be’, Chin e Kono lo sono sicuramente e – assolutam.. – la risposta è al 100% sì, abbiamo…PETER LENKOV: In realtà, stiamo probabilmente provinando metà delle nostre guest star, settimana in settimana, nelle Hawaii. E’ importante, per noi essere realistici. E’ importante per noi sembrare autentici. E subito dall’inizio, noi… quando abbiamo iniziato a girare il primo episodio, abbiamo iniziato a partecipare nei weekend a questi laboratori, laboratori di recitazione, ed essere sicuri di investire nella comunità ed ottenere attori preparati affinché possiamo utilizzare il loro talento e far sembrare lo show realistico. Il nostro pallino è proprio che questo show faccia sembrare di essere davvero alle Hawaii di settimana in settimana e questo significa scegliere gli attori locali.
DOMANDA: A voi ragazzi – Ho notato che le parole “nuovo inizio” vengono citate parecchio e Alex le ha menzionate. Nina le ha menzionate. Perché evitate la parola “remake”? Intendo che, spesso, i remake non ripartono da dove è stato lasciato. Di solito sono ripensati e ri… –Riguarda l’idea che non volete che la gente abbia in mente quando vedranno questa versione?
ALEX KURTZMAN: Penso, secondo me, che la parola “remake” suggerisca l’idea che stiamo facendo esattamente la stessa cosa, solo facendola di nuovo. Ritengo che, vista la nostra esperienza di “Star Trek”, sentiamo che si debba trovare lo spirito che era alla base del marchio originale e che si debba essere molto fedeli ad esso per poi estenderlo e rapportarlo ai tempi moderni con qualsiasi regola che lo determinerà. Penso che abbiamo ritenuto di dover essere sicuri di rimanere fedeli allo spirito dello show, ma inserendo qualcosa di nuovo che il pubblico odierno avrebbe riconosciuto. E per noi, è per questo che i termini “nuovo inizio”, penso, sembrino decisamente più appropriati.
DOMANDA: Ciao, ho due domande. Questo potrà sembrare di cercare ossessivamente il pelo nell’uovo, ma a causa di questo tema musicale … sembra essere molto importante per voi anche se, solo, sapete, a giudicare da ciò che ci avete mostrato, sembra in realtà che nel pilot il tema musicale sia leggermente techno e non esattamente… non dà il senso di cosa sta succedendo. So che questa è la versione estesa, etc. Ma riuscite a capire il problema importante?
ALEX KURTZMAN: Sì.
DOMANDA: E come sono le Hawaii adesso? Potreste fornire una fotografia, tipo, della popolazione e delle scene del crimine e delle industrie del crimine e quel tipo di cose.
ALEX KURTZMAN: Rispondo alla prima parte, Peter. Vuoi rispondere alla seconda? Allora, sai, quando stai cercando qualcosa di nuovo, ti dici, ok, devo lavorarci. Devo capire come fare — cosa terrò e cosa dovrò rinventare. E’ stato suggerito ad un certo punto che prendessimo una rock star molto famosa a rifare il tema con una chitarra elettrica. E abbiamo pensato, ok, proviamo. Vediamo come va. E prima che assumessimo quella persona, abbiamo fatto un tentativo, giusto un tentativo con Brian Tyler ma era una cosa assolutamente temporanea. La stagione pilota è una corsa contro il tempo. Siamo finiti a dover consegnare le cose e quindi il tema è finito per rimanere in quella versione. Be’, ciò che sottolineava, per noi, era che non puoi cambiare il tema musicale originale. Ci sono pochi temi che sono buoni come quello di “Five-0″. Voglio dire, questo è il più bel tema musicale. Ciò che ci ha realmente fatto tornare sui nostri passi è stato che, questa, è una di quelle cose per cui dobbiamo essere più che rispettosi, al punto che abbiamo cercato i musicisti originali che hanno fatto il primo, il tema originale, e portati a ri-registrarlo. Penso che, alla fin fine, perché fare casino con qualcosa che è perfetto?
PETER LENKOV: Penso, anche la versione che può aver visto — era provvisoria. Avevamo una traccia provvisoria per la sigla. Ritengo che noi –come vi abbiamo mostrato oggi, abbiamo tipo ri-registrato il tema. Quel che avevamo era solo provvisorio, finché non abbiamo avuto il tempo di mettere insieme un’orchestra per rieseguire il tema. Quindi ciò che avete visto oggi, o quello che sentirete oggi,è in realtà ciò che sarà presente nel pilot quando verrà trasmesso il 20 settembre.
DOMANDA: Alex, interpretando McGarrett, il precedente McGarrett era stoico e inflessibile. Era solo bianco o nero, giusto o sbagliato. Ci sono più colori nel tuo – più zone grigie. Dimmi come hai conciliato le cose o ammiri la natura stoica del McGarrett originale?
ALEX O’LOUGHLIN: Adoro il McGarrett di Jack Lord. Adoro i capelli di Jack Lord. Adoro la versione di Jack Lord. Penso che abbia iniziato lui la “blue steel” (n.d.T.: citazione al film “Zoolander” che Alex fa spesso! Di cosa parla? Di questo sguardo che il personaggio di Ben Stiller fa nel film ), lo sguardo che lui fa (risate). Lui è fantastico. Nulla con cui possa andare in giro nella televisione del 2010. Vede, Steve McGarrett, il mio Steve McGarrett… il nostro Steve McGarrett è un po’ diverso. Sì, tuttavia è stoico in molti modi. Voglio dire, è un militare. In parecchie cose per lui è tutto bianco o nero, in cui lui è molto netto. Le differenze tra Danny e Steve sono molto evidenti in ogni episodio. Steve prende una direzione e Danny sclera tipo: “Come puoi solo pensare che vada bene andare in quella direzione?”. E Steve è costantemente confuso dalle reazioni di Danny alle sue decisioni. Ma per quel che riguarda il personaggio, non saprei. Voglio dire, è il mio lavoro di… il mio lavoro è il personaggio. E’ l’unica cosa su cui ho un controllo. E’ l’unica cosa, alla fin fine, a cui possa dare un contributo, davvero. E quindi — è questo quello per cui sono stato preparato e che mi diverto a fare. Quindi immagino di essermi avvicinato facendo il lavoro sul personaggio che faccio sempre. Ed ho trovato un sacco di livelli in questo tizio. E l’altra differenza, come ho detto prima, è che si apprende parecchio del nostro Steve McGarrett del nuovo “Five-0″, già dall’inizio e quindi ho avuto molte cose su cui lavorare: roba riguardante suo padre, la sua famiglia, il suo allontanamento da loro, il suo passato da militare, il livello di addestramento a cui è stato sottoposto. Voglio dire, ci vuole un sacco di dedizione e un’importante decisione — e molta perseveranza per arrivarci — non solo per raggiungere qualcosa come i Navy Seals, ma finire l’addestramento ed essere sul campo con una squadra come quella. Quindi questo tizio, per me, come attore e ricercatore del genere umano, è un caso di studio davvero interessante. Ma per rispondere alla sua domanda, l’unica ragione per cui posso continuare a portare sfumature e livelli al personaggio è grazie alla sceneggiatura che mi viene consegnata settimanalmente ed è–
DOMANDA: Be’, brevemente, è il riflesso dei nostri tempi che oggigiorno riusciamo ad accettare un personaggio principale che non è solo buono o solo cattivo, per cui può mostrarci un essere umano imperfetto?
ALEX O’LOUGHLIN: Penso di sì. E’ sempre stato — Mi rifiuto di mostrarle qualsiasi altra cosa. E in alcuni degli altri lavori che ho fatto, gli altri pezzi vengono tagliati e viene mostrata una versione della performance che ho fatto, ma non fornisco mai una performance nel momento in cui si mostri solo un aspetto del personaggio, perché sarebbe inaccurata. Nessuno di noi è solo puramente benevolente o malevolente. Voglio dire, non è possibile nella natura umana, a meno che tu non sia Ghandi – ma sono sicuro avesse–
PETER LENKOV: Penso, inoltre, che ciò che rende Steve McGarrett e Danny Williams così interessanti sia il fatto che vedano anche un po’ i grigi e penso che ci siano debolezze in ciò, in loro. Ritengo che sia questo a renderlì appetibili. Fanno errori, sono umani e penso che — la loro autenticità trapeli e ritengo che questo sia il motivo per cui rimarrete vicino a questi due tizi. E’ questo il motivo per cui per noi ha davvero funzionato. Siamo fan di eroi imperfetti. Penso che quando vedi qualcuno, di settimana in settimana, che sia sempre un vincitore o che capisca sempre i suoi uomini, a volte diventi un po’ noioso. Vuoi vedere qualcosa che sembri vero e autentico; lottiamo per questo e lottiamo per questi personaggi affinché tirino fuori il meglio l’uno dall’altro ma che sembrino davvero autentici ad un publico che li segue.
ALEX O’LOUGHLIN: E questa è l’altra cosa, se potessi solo approfondire quanto hai detto, Peter, è che più imperfezione porti in un personaggio o più equilibrio dai al tuo personaggio con imperfezioni, più quel personaggio diventa simile a chiunque, sai. E se il personaggio è un uomo qualunque, allora possiamo tutti sederci e relazionarci a loro come invece non potremmo con un supereroe.
DOMANDA: Daniel Kim è stato una sorta di risorsa avendo passato la maggior parte degli ultimi anni lì?
ALEX O’LOUGHLIN: Per me lo è. Mi ha mostrato dove mangiare il miglior sushi.
DOMANDA: Buoni ristoranti, bar.
PETER LENKOV: Lui è tipo il sindaco non ufficiale di Waikiki.
ALEX O’LOUGHLIN: E’ vero. La sua foto è in ogni graniteria.
PETER LENKOV: E’ stata una risorsa fantastica per noi e ci ha aperto un sacco di porte dal punto di vista delle riprese. E lui conosce davvero tutti, letteralmente tutti quanti. Ci saranno 800.000 – penso sia sotto il milione, circa 860.000 persone ad Honolulu e penso che lui conosca letteralmente tutti. Ma com’è cambiata? Sai, in termini di importanza strategica, è l’estremo confine degli Stati Uniti da quella parte del mondo. E penso che — esiste ancora. E ci sono minacce ora. Sappiamo ovviamente di tutte le minacce che provengono dalla Corea del Nord e dall’Asia. E penso che quello stia… stia in realtà aiutando il nostro racconto. Non vogliamo — davvero, siamo una storia ambientata alle Hawaii, ma ci sono tali interessi globali in quella zona che vogliamo trarne vantaggio nel nostro racconto.
DOMANDA: Ma specificatamente, interne, come crimine, è simile ad altre città americane, o lì ci sono situazioni peculiari?
PETER LENKOV: Ci sono situazioni peculiari. Voglio dire, hanno un problema grandissimo di traffico metanfetamine, molto grosso. E’ probabilmente il loro problema di droga numero uno. C’è crimine. Sono come ogni altra grande città, ogni altra metropoli in via di sviluppo. Hanno letteralmente — cosa che vedrete nel pilot, contrabbando di esseri umani – è una grande attività per i cartelli criminali. Ma per la maggior parte, si tratta di grandi crimini e, penso, interessi internazionali dovuti alla sua posizione geografica.
DOMANDA: Domanda per i produttori. Penso — non riesco a ricordare negli ultimi anni. Abbiamo visto proposti moltissimi nuovi show sul crimine sia come questo o in un’aula di tribunale. Avete qualche teoria sul motivo per cui adesso i network hanno un particolare appetito per questo genere?
ALEX KURTZMAN: Penso che al pubblico piacciano i misteri. Gli piacciono gli enigmi. Gli piace districare. Gli piace seguire i propri eroi mentre districano questi misteri. Sai, crimine e risolvere i crimini – penso solo che sia senza tempo in termini di interesse. Non saprei. Voglio dire, ho lavorato in molti crime show ed hanno sempre avuto un vasto pubblico. E penso che quel che sento dalla gente tutte le volte è che loro amano i misteri. Amano risolvere un crimine e risolverlo insieme ai loro personaggi mentre stanno guardando.
DOMANDA: Per i produttori, di cosa non vedevate l’ora di disfarvi del vecchio show?
PETER LENKOV: Disfarci?
DOMANDA: Sì.
PETER LENKOV: Interessante. Non penso che abbiamo provato a disfarci di nulla. Penso che ciò che ci interessava dello show è che eravamo fan dello show originale. Ci piaceva lo show originale e non volevamo togliere cose che funzionavano. E penso che la ragione per cui alcuni remake, o alcune riedizioni o nuove produzioni dall’idea originale – so che ci sono molti termini differenti – il motivo per cui funzionino o meno è se si capisce e se si è appassionati del materiale originale, allora funzionano. Quindi per noi, c’erano molte cose che funzionavano e ne sono state inserite molte nel pilot, quandolo vedrà, vedrà questi piccoli omaggi allo show originale. C’è l’auto di McGarrett, quella che guidava Jack Lord – che è ferma in un garage– su cui il nostro Steve McGarrett lavorerà per ricostruirla. Era un’auto importante per suo padre. C’è molta roba che volevamo recuperare per restituire qualcosa alle persone che hanno davvero guardato lo show originale. Un nuovo spettatore, potrà anche passare oltre e non riconoscerlo. Ma per qualcuno che ha visto quello show originale, vedrà che ci siamo presi grande cura e rispetto del materiale originale.
DOMANDA: Ancora una domanda sul tema musicale. Nella TV moderna, sei fortunato di avere un paio di giri di chitarra e un colpo di clacson e che vengono poi inseriti direttamente nello show. Non vogliono perdere spettatori. Faranno delle concessioni al tema musicale di “Hawaii Five-0″? Sarete in grado di ottenere almeno 15 secondi, o state discutendo su quanto farla durare prima di rischiare di perdere spettatori che, immagino, sia quel che i network pensino possa accadere se la sigla è troppo lunga?
PETER LENKOV: Penso che sia un tema musicale fantastico. La CBS è stata molto di sostegno con noi sull’avere una sigla di apertura. Non penso che abbiamo paura di perdere il pubblico. Penso che sia molto dinamica. Uno dei punti forti di questo show è il tema musicale e la gente vuole sentirlo. Non vedranno l’ora di ascoltarlo di settimana in settimana.
ALEX KURTZMAN: Mi mancano i tema musicali, devo dire che mi mancano proprio da spettatore. Credo di aver capito l’idea di saltare direttamente alla storia. Ma credo anche che [usare] un bel tema musicale è qualcosa che non si fa più. Questo è stato sicuramente il motivo per cui abbiamo ritenuto che dovevamo rimetterlo al suo posto perché, come ho detto, penso che sia uno dei migliori di sempre e, non averlo, avrebbe significato rendere un cattivo servizio all’identità di “Five-0″.
DOMANDA: Quindi potrete utilizzare, diciamo, un minuto pieno, cosa praticamente sconosciuta alle reti principali, o quanto tempo vi daranno?
ALEX KURTZMAN: Stiamo ancora montando la sequenza, quindi penso sia una questione di — sai, deve sembrare organica e giusta ma stiamo sicuramente puntando a qualcosa tra i 30 secondi e il minuto, qualunque cosa sembri giusta.
PETER LENKOV: Già. Al momento, sono i 30 secondi presenti nel pilot e sembrano essere giusti. L’originale era molto più lunga. Ma penso che quel che c’è ora, vada bene.
BETH HAIKEN: Grazie mille. Solo per spiegarvi [la situazione], Grace e Daniel sono alle Hawaii a girare, quindi è er questo che non sono potuti essere con noi oggi. Alex Kurtzman e Peter Lenkov saranno alla festa di stasera. Grazie.

















